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Una tradizione centenaria ma poco conosciuta
non si può costruire un violino senza Cultura



Rotary Club
2100° distretto Napoli Sud Ovest
n. 66/67 Aprile Maggio 1996
Bollettino Mensile riservato ai Soci



Napoli e la liuteria, un connubio indissolubile

Conviviale del 1° aprile 1996


La conversazione di Ernesto de Angelis svela i segreti di un'arte antica e difficile: non è possibile costruire un violino senza cultura.
Per aperitivo crostini con rane e lumache e per cena risotto cremolato con cervello ed animelle, zuppa forte di trippa e rognone alla parigina, porri e cavoletti di bruxelles in agrodolce ed, infine, mousse au sang.
Un menù da far rabbrividire ha fatto da cornice alla conversazione invece digeribilissima e delicata del prof. Ernesto de Angelis medico con la passione per gli strumenti musicali.
Per il primo d'aprile Giorgio Bartoli e Sergio Civita non hanno resistito alla tentazione di fare uno scherzo rotariano, ma per fortuna Gianni, in cucina, non si è lasciato coinvolgere e noi abbiamo mangiato benissimo, come sempre.
Dottore in Biologia e Medicina, specialista anatomopatologo, Ernesto de Angelis si interessa da circa vent'anni di liuteria e di liutologia, rispettivamente l'arte e lo studio per costruire strumenti musicali a corda, con particolare riferimento ai violini.
Ma anche viole e violoncelli, chitarre e mandolini fanno parte della passione di de Angelis che spende nel suo laboratorio tutto il tempo libero. "E' stata soprattutto la passione per le cose antiche, Tramandatami da mio padre, che, aggiunta ad una certa manualità, mi hanno incoraggiato ad intraprendere quest'arte", ha spiegato il conversatore, membro dell'A.L.I., l'associazione che raggruppa i liutai italiani.
Il suo nome è noto anche in campo internazionale: lo leggiamo, infatti, nello String Resource Guide, The Strad Directory, Stadler's Music Guide e nell'Annuario Italiano della Musica.
Il maestro de Angelis ha una produzione limitata e specificatamente diretta ai professionisti che apprezzano la personalità delle linee dei suoi strumenti, ispirati ai classici della scuola liutaria settecentesca napoletana e per il suono degli strumenti che molto si avvicina a questi classici.
Particolare anche la vernice usata da de Angelis: trasparente e vellutata, gialla o giallo-bruna, è il frutto di lunghe ricerche sui segreti dei grandi maestri di musica napoletani.
Quando Claudio Ripa e Lucio Taglialatela sono andati a trovarlo nel suo laboratorio, il maestro stava appunto finendo di verniciare l'ultima sua creazione.
A documentare il suo lavoro, il Presidente ha scattato alcune fotografie che poi il conversatore ci ha illustrato.
"A Napoli c'è una tradizione centenaria di quest'arte - ha tenuto a sottolineare de Angelis - una delle maggiori scuole di liuteria, dopo Cremona". Ma mentre Cremona ha avuto solo Stradivari, morto nel 1737, e diventato un mio, il napoletano Alessandro Gagliano, contemporaneo di Stradivari, fondò proprio una scuola dove si costruivano non solo strumenti ad arco ma anche quelli a plettro e molte sono le famiglie partenopee che hanno in seguito continuato questa tradizione.
"Napoli è stata sempre un po' maltrattata e poco valorizzata in questa sua arte", ha commentato il conversatore mentre faceva scorrere alcune diapositive scattate nel suo laboratorio mentre egli stesso era a lavoro nel calibrare nei millesimi la struttura della tavola tagliata da un blocco di legno alto circa due centimetri.
Le curve vengono tutte date con le sgorbie, i cavetti e il calibro: non si può sbagliare che di pochissimo perché bastano variazioni di decimi per cambiare completamente il rendimento e il suono dello strumento. "E' un lavoro lungo di grande pazienza, ma distensivo", ha detto ancora de Angelis mentre le foto mostravano tutti i violini e i violoncelli che il maestro fa "soprattutto per sé", ha tenuto a precisare, e chitarre particolarmente interessanti e antiche. Il Maestro de Angelis si dedica anche a strumenti in scala presepiale in modelli rinascimentali e barocchi e con intarsi cesellati di avorio e ebano. Il conversatore ha poi risposto ad alcune domande e curiosità poste da Felice Pagano, Lorenzo D'Albora, Camillo Massa, Mariella Maggiore, Aldo Minucci, Antonio Ruggiero.
Visto l'interesse suscitato il Presidente ha promosso di organizzare una visita guidata nel laboratorio del medico-liutaio.


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