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La costruzione di strumenti in scala presepiale



          Per poter riprodurre in scala presepiale uno strumento musicale è indispensabile avere delle vere conoscenze di liuteria, perché solo usando le stesse tecniche costruttive si potranno ottenere strumenti in scala di qualità e di valore artistico. Verranno quindi esposti i principali argomenti che possono permettere di affrontare il lavoro sulla base di una conoscenza ed una cultura specifica.



I materiali usati per la costruzione



          Nella costruzione di strumenti musicali a corda per il presepe napoletano, è indispensabile conoscere i legni che avevano a disposizione i maestri liutai del Settecento per non commettere anacronismi. Per la costruzione della tavola armonica (quella superiore) non vi è una grande varietà di scelta perché, da sempre, le uniche essenze usate sono state l'abete o, più raramente, il cedro "capillino", così detti per la particolare scelta delle tavole che devono avere fibre sottili, distanziate di circa 1 mm l'una dall'altra, e quanto più possibile diritte e parallele per tutta la superficie. L'abete ed in cedro sono, pertanto, da considerare le uniche due essenze"armoniche" forniteci dalla natura che con le loro fibre, separate da materiale più tenero che le tiene unite, fanno entrare in vibrazione l'intera tavola amplificando meccanicamente le deboli vibrazioni prodotte dalle singole corde, e trasmesse alla tavola dal ponticello. Tutti gli strumenti a corda, dal liuto al pianoforte, hanno quindi tavole armoniche in abete o in cedro. Legni duri e resistenti vengono invece usati per la costruzione delle casse. L'acero è, senza dubbio, l'essenza più usata. Tutte le parti degli strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli, contrabbassi), ad eccezione del piano armonico e degli accessori, sono infatti in acero. Esso è anche largamente usato come essenza chiara per la costruzione della cassa di tanti altri strumenti con cassa bombata, costruiti a doghe. L'acero, infatti, presenta a volte una particolarità chiamata "marezzatura"consistente in una ondulazione delle fibre che crea un'alternanza di bande chiare e scure con la particolarità che, a seconda dell'incidenza della luce, le bande chiare diventano scure e quelle scura diventano chiare, creando così degli effetti che ricordo le onde del mare quando è agitato. Questo tipo di acero, per la sua particolare bellezza, è quello preferito per la costruzione di strumenti musicali. E' molto raro ed il suo prezzo è in relazione alla "profondità" della marezzatura; basti pensare che una bella tavoletta da cui si può ricavare solo il fondo di un violino può costare fino al milione di lire!
          Quando, invece, si desidera un'essenza scura, la scelta cade preferenzialmente, da sempre, sul palissandro (bruno-rossastro), sul noce (bruno), sul legno serpente (rosso-bruno con picchiettature nere), e sull'ebano (nero); quest'ultimo molto usato nel Settecento per la costruzione di casse di liuti e derivati, alternato ad essenze chiare e talvolta all'avorio (fasce alternate bianche e nere) con un risultato cromatico di grande effetto. Il mogano e i " moganoidi", poco usati per la costruzione delle casse, sono stati e sono molto usati per la costruzione dei manici in virtù delle loro fibre lunghe e resistenti: Altre essenze, come il legno di rosa, il bosso, il violetto, l'olivo, vengono utilizzati per bordini ed abbellimenti vari. Sono questi solo degli esempi delle essenze presenti sul mercato nel '700 e quindi largamente usati nella costruzione di strumenti musicali. Oggi, ovviamente, la scelta di essenze è di gran lunga maggiore grazie alla vasta importazione di essenze esotiche.
          Per gli accessori (piroli, tastiere ponticelli, cordiere) vengono sempre usati legni molto duri come ebano, palissandro e bosso. Molte volte questi accessori, negli strumenti del '700 più pregiati, venivano realizzati in avorio, materiale oggi raro e non più commerciabile per le note leggi protezionistiche a favore della salvaguardia delle specie da cui venivano ricavati. Spesso oggi, all'avorio, si sostituisce l'osso. Materiali nobili come tartaruga (anch'essa non più commerciabile), madreperla, e avorio sono da sempre usati per bordini, parapenna, abbellimenti vari della tavola e della paletta.



Elementi di costruzione



          Accingendosi alla costruzione "in scala" di uno strumento musicale, il primo passo consiste nel disegno su carta millimetrata di tutte le sue parti. Ad esempio, considerando l'altezza media di un uomo pari a 1 metro e 70 cm, un chitarrone alto190 cm, dovrà avere una lunghezza di 33,5 cm per un pastore di 30cm, e 44,7cm per un pastore da 40 cm. Si passa poi alla realizzazione di "sagome" per ogni singola parte, ritagliate da materiale sottile e rigido, meglio se trasparente (l'acetato di 5/10 di spessore è ottimo allo scopo), e quindi alla realizzazione della forma per costruire la cassa.
          Completamente diversi, e quindi da trattare separatamente, sono i principi costruttivi della costruzione della cassa degli strumenti a fondo piatto e di quelli a fondo bombato.



Strumenti a fondo piatto.



          Per la costruzione della cassa di questi strumenti si possono seguire i dettami di due scuole diverse: quella italiana, che prevede l'uso della "forma interna", e quella spagnola che invece prevede l'uso della "forma esterna". Dal momento che gli strumenti a fondo bombato possono essere costruiti solo a partire da una forma interna, e quindi tale tecnica verrà descritta più avanti, facciamo qui riferimento all'uso della forma esterna o "spagnola".
          Una volta tracciata la sagoma dello strumento, vengono tagliate due ganasce in legno massello o in multistrato, di altezza uguale o leggermente inferiore a quella delle fasce, riproducenti il contorno dello strumento. Queste vengono fissate mediante perni ad una base di dimensioni adatte. A questo punto viene sagomato il manico, che verrà prolungato in basso in quello che diventerà lo zocchetto anteriore dello strumento, praticando su questo delle scanalature in grado di accogliere le fasce. La tavola armonica, già pronta e di dimensioni superiori a quelle definitive, viene incollata al manico ed il complesso tavola-manico viene sistemato sul fondo della forma e bloccata nella posizione esatta dalle ganasce riproducenti la sagoma esterna della cassa. Vengono quindi piegate le fasce, appena unumidite, al calore di un ferro rovente, sistemate all'interno della forma facendo attenzione alla loro perfetta verticalità così come alla loro perfetta sistemazione nelle scanalature praticate sullo zocchetto del manico, quindi bloccate con morsetti ed incollate al piano armonico ed al manico con un sottile filo di colla. L'unione viene quindi rinforzata da una serie di tassellino di abete e dal posizionamento dello zocchetto posteriore. Una volta asciutta la colla si rimuovono le ganasce liberando, così, il complesso manico-tavola-fasce. Una volta sagomate opportunamente le fasce portandole ad altezze prefissate nei vari punti, si incolla il fondo e lo strumento è pronto per la finitura. Il fondo può, più opportunamente, essere incollato alle fasce quando queste sono ancora bloccate nella forma.



Strumenti a fondo bombato



          Come già accennato, questi vengono costruiti su una forma interna. Tale forma viene realizzata sagomando opportunamente ed accuratamente un blocco di legno, generalmente abete, considerando che ogni errore della forma verrà riportato in tutti gli strumenti costruiti su quella forma. La parte posteriore e quella anteriore della forma verrà tagliata via e sostituita da tasselli di legno giustapposti e tenuti in sede solo da qualche goccia di colla. Questi vengono poi sagomati secondo la forma originaria ed andranno a far parte dello strumento in costruzione. Per gli strumenti la cui cassa è realizzata con doghe (liuto, mandolino), sulla forma verranno tracciate le linee che dividono equamente la forma in settori uguali (a seconda del numero di doghe programmato), aiutandosi con un compasso. Tali linee faranno da guida nella sagomatura delle doghe che, una per volta, verranno piegate, adattate alla forma, e quindi incollate unicamente ai tasselli anteriore e posteriore. Generalmente il tassello anteriore viene ricavato da un prolungamento del manico, oppure questo viene poi sistemato con incastro a coda di rondine nello zocchetto anteriore opportunamente predisposto. La prima soluzione è di più semplice esecuzione oltre a fornire una maggiore robustezza alla struttura. La prima doga da sistemare è ovviamente quella centrale (si ricordi, infatti, che esse sono sempre in numero dispari). Ad essa vengono giustapposte le altre doghe, una a destra, ed una a sinistra, con l'interposizione di filetti di essenza e colore diversi, in modo da evidenziare la separazione tra le doghe. La perfetta giustapposizione delle doghe si ottiene in genere con dei chiodini piantati sulla forma in legno, che vengono rimossi prima di incollare la successiva. Si procede in questo modo fino al completamento della struttura. A questo punto vengono staccati gli zocchetti anteriore e posteriore dalla forma scollando i punti di ancoraggio con l'aiuto di una sottile lamina metallica, quindi si estrae quest'ultima e si procede a stendere abbondante colla organica in tutta la parte interna dello strumento ed a rivestirla di carta, che verrà, anch'essa, intrisa di colla. E' proprio questa fasciatura di carta che, una volta ben asciutta la colla (quella organica raggiunge presto una durezza cristallina), conferisce la necessaria rigidità alla cassa a guscio. Montate le controfasce, si incolla al guscio la tavola armonica e si procede alla finitura dello strumento.
         





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